E-Commerce: Normativa da applicare.

Il commercio elettronico è stato definito dalla Comunità europea come lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica, e comprende attività diverse quali: commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, distribuzione online di contenuti digitali, effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle Pubbliche Amministrazioni.
Quindi, il commercio elettronico comprende tutte le procedure che adottano strumentazioni elettroniche, e non solo le transazioni che avvengono in una rete telematica. Il commercio elettronico non si esaurisce nello strumento per il contatto tra fornitore e consumatore, ma si estende a tutte le fasi della distribuzione (eccetto la consegna che normalmente avviene via posta).

Una delle definizioni più chiare di commercio elettronico è stata fornita dalla Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo: «Electronic commerce refers generally to commercial transactions involving both organizations and individuals, that are based upon the processing and trasmission of digitized data, including text, sound and visual images and that are trasmitted over open networks such as the Internet or over closed networks such as AOL or Minitel that have a gateway onto an open network».

La nascita della nuova economia, e-commerce business-to-business e business-to-consumer, e la coesistenza per certi aspetti con la vecchia economia hanno fatto si che la legislazione in materia non sia tanto cristallina e precisa.

Il legislatore comunitario con la direttiva Direttiva 2000/31/CE disciplina questo tipo di commercio per la prima volta disciplinando preminentemente il commercio elettronico diretto (caratterizzato da pagamenti ed esecuzioni delle prestazioni on-line) e il c.d. business to consumer ( dove il bene è invece consegnato con metodi tradizionali; tele direttiva  viene recepita dall’ordinamento nazionale dal D.lgs IL d.lgs. n. 70/2003 finalizzato ad eliminare gli ostacoli che limitano lo sviluppo del commercio elettronico nonché alla promozione della libera circolazione dei servizi legati alla società. Il D.lgs introduce l’obbligo di informazione da parte del fornitore conscio dell’esigenza di tutela del consumatore parte debole per antonomasia .

Le informazioni che il prestatore è obbligato a fornire attengono sia il profilo aziendale ( luogo geografico, anagrafica commerciale) sia il profilo strettamente legato al prodotto ( prezzo e modalità di esecuzione del contratto).L’informazione obbligatoria va fornita in modo chiaro e comprensibile e con ogni mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione impiegata, osservando, in particolare, i principi di lealtà in materia di transazione commerciale.

Nello specifico:

Una società di capitali deve apporre sul sito web le seguenti informazioni:
– nome, denominazione o ragione sociale;
– domicilio o sede legale (indirizzo geografico);
– partita IVA (in home page);
– provincia dell’ufficio registro di iscrizione;
– codice fiscale;
– numero REA;
– capitale sociale (importo e quota versata);
– eventuale indicazione se la società è unipersonale e se è in liquidazione;
– elementi di individuazione dell’autorità di vigilanza qualora l’attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione.

Una società di persone  o singolo imprenditore:

Ulteriormente occorre pubblicare sul sito web ai sensi del Codice del Consumo(D. Lgs 206/2005):estremi che consentono di contattare rapidamente il titolare (nome e sede), compreso l’indirizzo email;
– caratteristiche dei beni o servizi;
– modalità di pagamento, consegna ed esecuzione;
– trattamento dei reclami;
– indicazione chiara dei prezzi e delle tariffe dei servizi, evidenziando se comprendono imposte e costi di consegna;
– esistenza del diritto di recesso con le modalità per l’esercizio, o sue eventuali esclusioni;
– eventuali informazioni sul costo della restituzione dei beni in caso di recesso;
– esistenza della garanzia legale di conformità;
– durata del contratto.

Ai sensi dell’art. 52 del Codice del Consumo, il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni per recedere da un contratto a distanza senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi diversi da quelli previsti all’articolo 56, comma 2, e all’articolo 57 dello stesso Codice.

I quattordici giorni vengono decorrono nel caso dei contratti di servizi, dal giorno della conclusione del contratto e nel caso di contratti di vendita, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dei beni o:

  1. nel caso di beni multipli ordinati dal consumatore mediante un solo ordine e consegnati separatamente, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dell’ultimo bene;
  2. nel caso di consegna di un bene costituito da lotti o pezzi multipli, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dell’ultimo lotto o pezzo;
  3. nel caso di contratti per la consegna periodica di beni durante un determinato periodo di tempo, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico del primo bene;

Da ricordare che nel caso di contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, dal giorno della conclusione del contratto.

L’art. 13, articolo più pregnante del dispositivo normativo, nel disciplinare il momento conclusivo del contratto telematico ha introdotto una novità rilevante, almeno in termini formali, rispetto alla analoga disciplina prevista dal codice italiano. Il legislatore nazionale, in questo caso, ha riprodotto fedelmente quanto disposto dall’art. 11 della Direttiva nel momento in cui sancisce che salvo differente accordo tra parti diverse dai consumatori, il prestatore deve, senza ingiustificato ritardo e per via telematica, accusare ricevuta dell’ordine del destinatario e principalmente l’ordine e la ricevuta si considerano pervenuti quando le parti alle quali sono indirizzati hanno la possibilità di accedervi.

Stando agli Gli artt. 1326 e 1335 c.c. il contratto si considera concluso quando l’accettazione perviene all’indirizzo del proponente, salvo che questi dimostri di essere stato – senza sua colpa – nell’impossibilità di averne notizia. Il Decreto, invece, rende operativa la presunzione di conoscenza dal momento in cui il destinatario del messaggio ha la possibilità di accedervi e impone al proponente di comunicare all’accettante la ricezione dell’accettazione.La comunicazione dell’avvenuta ricezione dell’accettazione, che può essere fornita anche tramite e-mail, costituisce dunque il momento di conclusione del contratto telematico, non essendo più necessaria – al contrario – una conferma ulteriore da parte dell’utente in merito al ricevimento della ricevuta di ritorno, come invece stabiliva la prima proposta di Direttiva.

Circa il luogo di conclusione del contratto stipulato a mezzo Internet ,nel caso di contratti telematici, quindi, è evidente che la soluzione del problema del luogo di conclusione deve essere ricavata dalle peculiarità del mezzo di trasmissione utilizzato e dalla logica interpretativa, codificata dalla Convenzione di Roma, che sta alla base della legge applicabile ai contratti.

Nell’ipotesi, quindi, di stipula del contratto via e-mail il luogo di conclusione sarà il luogo fisico dove si trova collocato il server della società provider con cui è stato stipulato il contratto di accesso e dove è stato assegnato uno spazio di memoria per l’indirizzo e-mail assimilato all’indirizzo di cui all’art. 1335 c.c.; nel caso di stipula direttamente tramite il sito Internet varrà, a maggior ragione, la stessa regola. I contratti virtuali stipulati a distanza o tra presenti per connessione diretta, senza la mediazione del provider, si reputeranno, invece, conclusi nel luogo in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

Quando l’accordo telematico si forma non in base al procedimento ordinario di cui all’art. 1326 c.c., ma mediante il procedimento speciale di cui all’art. 1327 c.c., cioè mediante inizio dell’esecuzione, il luogo di conclusione del contratto andrà identificato non più con il luogo in cui il proponente riceve la dichiarazione negoziale di accettazione bensì con il luogo di inizio dell’esecuzione.

E’ obbligatorio soffermarci sulla qualità dell’acquirente in quanto se quest’ultimo è

  • un professionista in senso ampio,troveranno applicazione i principi generali.
  • un consumatore ,  varrà il luogo di residenza del consumatore anche ai fini della determinazione del foro competente in caso di controversia.I

In concusione per aprire un sito si e-commerce bisogna 

1) apertura della partita Iva e avvio attività: da chiedere all’Agenzia delle Entrate compilando l’apposito modello (AA7/AA9 imprese individuali/lavoratori autonomi) nel quale dovrà essere indicato il codice della categoria merceologica (solitamente Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari su internet). Va compilato l’apposito campo “attività di commercio elettronico“, indicando il sito web (proprio se nella nostra titolarità, ospitante se nella titolarità di altri) e il service provider. Nel caso non si tratti di ditta individuale ma di più soci occorre aprire una società di persone tramite notaio.

Dalla dichiarazione di inizio attività devono risultare, per i soggetti che svolgono commercio elettronico, l’indirizzo del sito web e i dati identificativi dell’internet service provider.

2) apertura posizione presso il Registro delle imprese: dal 2010 è possibile utilizzare un solo modello, ComUnica (modello I1 per imprese individuali o S2 per società), per richiedere il codice fiscale e la partita IVA, aprire la posizione assicurativa presso l’INAIL, chiedere l’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi e chiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio.

3) inserimento nell’archivio VIES: per i soggetti passivi IVA che intendono porre in essere operazione intracomunitarie occorre l’autorizzazione all’inserimento nell’archivio VIES, che può essere consultato, appunto, al fine di controllare se il soggetto è autorizzato a tali operazioni. Per chi inizia l’attività è sufficiente compilare l’apposito campo (operazioni intracomunitarie) del modello AA7/AA9.

4) segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al Comune tramite invio telematico allo sportello SUAP. Non si è più obbligati ad attendere 30 giorni, l’attività può iniziare immediatamente.Se si tratta di commercio alimentare occorrono ulteriori attività e requisiti (art. 71 D.Lgs n. 59/2010) che si possono chiedere al Comune di riferimento. In genere occorre seguire un corso di abilitazione presso la ConfCommercio, con tanto di esame da superare. Per la vendita alimentare occorre tenere in sede i documenti di autocontrollo HACCP, da mettere a disposizione per disposizione per eventuali controlli dell’ASL.Dopo la presentazione del modello si può procedere all’attivazione della posizione presso il Registro delle Imprese (modello I2 per imprese individuali o S5 per società).

5) apertura posizione Inps: si utilizza il modello ComUnica compilando il quadro AC. all’assicurazione INAIL sono tenuti solo i soggetti che occupano lavoratori dipendenti e lavoratori parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose.

6) aprire un conto corrente bancario: il conto è specifico per la ditta ed è necessario perché dal 2007 i pagamenti di contributi e dell’Iva vanno fatti a mezzo modello F24 online.

7) assumere un commercialista: per gli adempimenti fiscali occorre un commercialista, e poi si devono acquistare i libri contabili e farli registrare, oltre il registratore di cassa e i blocchetti per le ricevute e le fatture.

Per approfondimenti ed informazioni, segue modulo di contatto.

6 pensieri riguardo “E-Commerce: Normativa da applicare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...