Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2027. La preferenza per lo scorrimento delle graduatorie ancora efficaci rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale non può essere riferita al caso in cui l’amministrazione decida di ricorrere alla mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni

La preferenza per lo scorrimento delle graduatorie ancora efficaci rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale non può essere riferita al caso in cui l’amministrazione decida di ricorrere alla mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni, atteso che la mobilità consente l’acquisizione di personale già formato, l’immediata operatività delle scelte, l’assorbimento di eventuale personale eccedentario ed i risparmi di spesa conseguenti.

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9450. In presenza di piu’ condotte tipiche concernenti le sostanze stupefacenti

In presenza di piu’ condotte tipiche concernenti le sostanze stupefacenti, riconducibili a quelle descritte nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, ove le stesse risultino distinte sul piano ontologico, cronologico e psicologico – sulla scorta di un caratteristico giudizio di fatto che, in quanto congruamente argomentato, non e’ sindacabile dal giudice di legittimita’ – esse costituiscono altrettanti distinti reati che concorrono materialmente tra loro; con la conseguente conclusione,, nel caso di specie, che le condotte illecite diverse e antecedenti da quella di esportazione delle pasticche di ecstasy negli USA, commesse interamente in Italia e giudicate esclusivamente dal giudice italiano, non ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 138 c.p..

Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6336. L’omissione, nella sentenza, dell’indicazione della somma che è oggetto della condanna alle spese, è un errore materiale, che può essere corretto ai sensi degli artt. 287 ss. e dell’art. 391 bis. del Codice di procedura civile.

L’omissione, nella sentenza, dell’indicazione della somma che è oggetto della condanna alle spese, è un errore materiale, che può essere corretto ai sensi degli artt. 287 ss. e dell’art. 391 bis. del Codice di procedura civile. L’ordinanza ha precisato che tale correzione può avvenire anche per il processo che si svolge davanti alla Corte di cassazione.

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9466. In ordine alle conseguenze della apertura di una procedura concorsuale sugli obblighi tributari

Quanto, poi, alle conseguenze della apertura di una procedura concorsuale sugli obblighi tributari, si e’ affermato che avendo il reato de quo carattere istantaneo e, dunque, perfezionandosi alla scadenza del termine di legge, l’ammissione al concordato preventivo della societa’, in epoca successiva alla scadenza del debito erariale, non elide la responsabilita’ del rappresentante legale. Tuttavia, con specifico riferimento al caso del fallimento, la relativa dichiarazione, con nomina del curatore fallimentare intervenuta prima del termine ultimo per effettuare il versamento I.V.A., fa si’ che il legale rappresentante della societa’ tenuto ad adempiere all’obbligo di versamento, sia identificabile proprio nel curatore fallimentare e non nel precedente amministratore. Cio’, peraltro, non esclude che nei confronti dell’originario legale rappresentante sia configurabile la possibilita’ di un concorso di persone nel reato proprio in qualita’ di extraneus.

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6568. È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001

È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001, come introdotto dall’art. 55, comma 1, lett. a), n. 2, del d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012, nella parte in cui qualifica l’istanza di accelerazione quale condizione di proponibilità della domanda di equa riparazione per l’irragionevole durata dei giudizi penali.

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2019. In presenza di un cd. atto plurimotivato è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2019. In presenza di un cd. atto plurimotivato è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale

Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 marzo 2018, n. 6963. L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti

L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti, previo interpello di questi ultimi mediante procedimento giurisdizionale idoneo ad assicurare la massima riservatezza ed il massimo rispetto della dignità dei soggetti da interpellare, al fine di acquisirne il consenso all’accesso alle informazioni richieste o di constatarne il diniego, da ritenersi impeditivo dell’esercizio del diritto.

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6254. Non è ammissibile il riconoscimento del credito restitutorio del lavoratore al datore di lavoro a titolo di indebite trattenute in busta paga per l’uso dell’auto aziendale, a fronte dei diversi accordi contrattuali tra le parti.

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6254. Non è ammissibile il riconoscimento del credito restitutorio del lavoratore al datore di lavoro a titolo di indebite trattenute in busta paga per l’uso dell’auto aziendale, a fronte dei diversi accordi contrattuali tra le parti.