Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6919. La satira costituisce una modalita’ corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, sicche’, diversamente dalla cronaca, e’ sottratta all’obbligo di riferire esclusivamente fatti veri

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6919. La satira costituisce una modalita’ corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, sicche’, diversamente dalla cronaca, e’ sottratta all’obbligo di riferire esclusivamente fatti veri

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 13 marzo 2018, n. 11371. Il giudice del merito non è tenuto a verificare dell’impossibilità da parte del reo di adempiere gli obblighi risarcitori o restitutori cui sia in ipotesi subordinata la concessione della sospensione condizionale della pena

Il giudice del merito non è tenuto a verificare dell’impossibilità da parte del reo di adempiere gli obblighi risarcitori o restitutori cui sia in ipotesi subordinata la concessione della sospensione condizionale della pena. Tale accertamento lo dovrà effettuare il giudice dell’esecuzione in tempo successivo, dopo il passaggio in cosa giudicata della sentenza di condanna. Tuttavia, il giudice di cognizione è tenuto a verificare quali siano le condizioni di vita individuale, economica e sociale del reo, ai sensi dell’art. 133 c.p., sì da evitare che su basi di censo la pena possa affliggere maggiormente i non abbienti, con ciò violando il principio di eguaglianza sostanziale.

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 3 aprile 2018, n. 2057. Negli appalti a corpo in cui la somma complessiva offerta copre l’esecuzione di tutte le prestazioni contrattuali, l’elenco prezzi analitico contenuto nel CME risulta del tutto irrilevante

Negli appalti a corpo in cui la somma complessiva offerta copre l’esecuzione di tutte le prestazioni contrattuali, l’elenco prezzi analitico contenuto nel CME risulta del tutto irrilevante.

La colpevolezza e l’imputabilità agiscono su piani diversi, poiché la seconda costituisce il presupposto non solo logico e giuridico, ma anzitutto naturalistico della prima.

La colpevolezza e l’imputabilità agiscono su piani diversi, poiché la seconda costituisce il presupposto non solo logico e giuridico, ma anzitutto naturalistico della prima. Pertanto, i due concetti sono fra loro indipendenti e l’indagine sulla colpevolezza, presupponendo il superamento logico di quella sulla imputabilità, non può ulteriormente essere influenzata da quest’ultima, nemmeno nella ipotesi di ridotta capacità di intendere e di volere.

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6911. L’intermediario non può essere considerato responsabile per aver indirizzato l’investitore sull’acquisto di bond argentini in un periodo in cui questi non presentavano alcun grado di pericolo e rischio

L’intermediario non può essere considerato responsabile per aver indirizzato l’investitore sull’acquisto di bond argentini in un periodo in cui questi non presentavano alcun grado di pericolo e rischio.

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 3 aprile 2018, n. 2053. Nelle gare d’appalto non può essere fissata una quota rigida di utile al di sotto della quale l’offerta debba considerarsi per presunzione incongrua

Nelle gare d’appalto non può essere fissata una quota rigida di utile al di sotto della quale l’offerta debba considerarsi per presunzione incongrua, dovendosi invece avere riguardo alla serietà della proposta contrattuale.

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 13 marzo 2018, n. 11313. Ai fini dell’ammissione ai benefici penitenziari del soggetto che abbia riportato condanna per reati inclusi nell’elencazione dell’articolo 4-bis, comma 1-bis, dell’ordinamento penitenziario

Ai fini dell’ammissione ai benefici penitenziari del soggetto che abbia riportato condanna per reati inclusi nell’elencazione dell’articolo 4-bis, comma 1-bis, dell’ordinamento penitenziario, non è applicabile in favore del richiedente il principio del ragionevole dubbio quale criterio guida per individuare la situazione di collaborazione impossibile o inesigibile, che deve essere oggetto di rigoroso accertamento positivo, operando quale condizione per superare la preclusione normativa.

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 13 marzo 2018, n. 11049. Ai fini della sussistenza del concorso formale tra il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ed il reato di bancarotta fraudolenta documentale .

Ai fini della sussistenza del concorso formale tra il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ed il reato di bancarotta fraudolenta documentale, la verifica ermeneutica va condotta sulla base delle norme incriminatrici astratte, mediante applicazione del criterio di specialita’ (articolo 15 c.p.), viceversa, ai fini del divieto di un secondo giudizio (articolo 649 c.p.p.), la verifica deve prescindere da tali criteri strutturali, e dalla configurabilita’ di un astratto concorso formale di reati, dovendo, al contrario, concentrarsi sul fatto storico concretamente oggetto della res iudicata e quello oggetto della res iudicanda.

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6862. La responsabilità dell’esercente la professione forense non può affermarsi per il solo fatto del mancato corretto adempimento dell’attività professionale

La responsabilità dell’esercente la professione forense non può affermarsi per il solo fatto del mancato corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se, qualora l’avvocato avesse tenuto la condotta dovuta, il suo assistito avrebbe conseguito il riconoscimento delle proprie ragioni, difettando altrimenti la prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale ed il risultato derivatone.